PROTESI MAMMARIE


DEFINIZIONE, OBIETTIVI E PRINCIPI


L’aumento del volume del seno può essere necessario quando lo sviluppo della ghiandola mammaria è insufficiente durante lo sviluppo puberale o quando il seno ha subito una involuzione volumetrica a causa di gravidanze o di dimagramento importante.

L’aumento di volume della mammella si ottiene impiantando una protesi mammaria sotto la ghiandola o sotto il muscolo pettorale.
La protesi è costituita da un involucro di  silicone riempito da gel di silicone altamente coesivo. L’importante coesività del gel impedisce la diffusione dello stesso nei tessuti, frequente con le protesi precedenti riempite con olio di silicone.

Le protesi possono essere con parete liscia o con parete esterna ruvida (testurizzata) quest’ultima riduce considerevolmente i rischi di formazione di una capsula ispessita che deforma la protesi.

La capsula periprotesica rappresenta il risultato della reazione del tessuto mammario al contatto con l’involucro della protesi in silicone. Se la reazione è minima la cicatrice che ne  residua crea una capsula sottile che avvolge la protesi senza comprometterne la morbidezza; se la reazione è molto più importante la retrazione capsulare può evolvere fino a compromettere la mobilità della protesi rendendola fissa sulla parete toracica, dolorosa ed  esteticamente inaccettabile.

La causa della formazione della capsula non è conosciuta, è possibile rioperare la paziente, rimuovere la protesi e la capsula e reimpiantare una nuova protesi mammaria, ma è possibile che il fenomeno patologico si ripresenti.
 In questi casi la rimozione definitiva dell’impianto è necessario. 

La formazione  della capsula può apparire anche a distanza di anni   dall'intervento e può rappresentare il segno di una usura della protesi a causa dell'aggressione biologica dell'organismo umano.

Le incisioni cutanee e quindi le cicatrici residue all‘impianto della protesi sono localizzata normalmente a livello del solco sottomammario; a livello del capezzolo trasversale o intorno all’areola; ed a livello dell’ascella. L’intervento chirurgico si pratica in anestesia generale, dura circa 90-120 minuti.

Una notte di ricovero è consigliabile per permettere il controllo in ambiente ospedaliero del dolore con le terapie adeguate endovenose, controllare la possibile comparsa delle possibili complicazioni postchirurgiche di questo intervento.
All’uscita dalla sala operatoria la paziente presenta il torace contenuto con una medicazione con cerotto incollata sulla pelle necessaria a mantenere in posizione le protesi e ridurre i rischi di ematomi.
Un drenaggio è posizionato durante l’intervento e rimosso 24-48 dopo.   è necessario per rimuovere le eventuali raccolte di sangue o linfa formatesi intorno alla protesi mammaria nell’immediatopostoperatorio.

 

Nel caso di impianto retro muscolare della protesi, la paziente riferirà difficoltà a muovere le braccia e dolore durante la prima settimana, il trattamento con farmaci per controllare il dolore permette di alleviare la sintomatologia.
E’ necessario evitare lo sport ed i movimenti delle  braccia per almeno un mese ed indossare un regiseno plaitex  (incrocio magico)giorno e notte.
Le protesi restano fissate alla parete toracica durante il primo mese, la forma e la consistenza della mammella si modificano con il tempo ed assumono una consistenza e mobilità più naturale.

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Quando le areole sono asimmetriche (divergenti o convergenti) il posizionamento delle protesi é reso difficile senza riposizionare le areole e questo richiede una cicatrice intorno all’areola.   E’ possibile non trattare l’asimmetria delle areole, ma le protesi che saranno centrate sulle areole manterranno questa asimmetria di posizione delle areola e delle mammelle.


I RISCHI


Un ematoma può complicare l'impianto delle protesi; in questi casi è necessario la  sua rimozione in sala operatoria per prevenire una possibile infezione dello stesso o la trasformazione in retrazione capsulare.

L'infezione può complicare l'impianto delle protesi  nell'immediato post-operatorio e se il trattamento antibiotico non riesce a risolvere l’infezione é necessaria la rimozione delle stesse, raramente,  può insorgere anche a distanza dall'intervento in seguito a processi infettivi localizzati in  altre zone del corpo.

L'impianto delle protesi mammarie non é un gesto operatorio  definitivo l’involucro delle protesi sono costituite da materiali inerti che quindi vanni incontro all’invecchiamento necessitando quindi un rinnovo del materiale.

Bisogna  considerare che la vita media  delle  protesi mammarie (integrità dell’involucro della protesi) supera largamente i 5 anni a condizione che traumi importanti della regione toracica non compromettano la  integrità dell’involucro.
L’utilizzazione di impianti di grosse dimensioni (superiori a 300g) aumenta il rischio di ptosi del seno e della comparsa di dolori alle spalle.

 Le dorsalgie possono essere aggravate dalla osteoporosi post-menopausa.


CONVALESCENZA

L’involuzione della ghiandola mammaria secondaria alle variazioni di peso e all’evoluzione ormonale della paziente facilitano la comparsa di una ptosi del complesso areolare.

In questi casi se la protesi è ancora in buone condizioni è possibile riposizionare l’areola con un intervento in anestesia locale assistita con una cicatrice intorno all’areola.

La morfologia del torace e la forma  della mammella influenza il risultato estetico finale.

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